# Come configurare Gemini Spark

Spark ha già accesso al contesto del tuo account Google, quindi c’è poco da collegare. La maggior parte della configurazione consiste nel decidere a cosa può accedere e quando deve essere eseguito.

## Cosa ti serve

- Google AI Pro negli Stati Uniti oppure Google AI Ultra in un paese supportato
- Un account Google personale per una persona di almeno 18 anni, oppure un account aziendale per cui l’amministratore ha abilitato Spark
- Un paese al di fuori di SEE, Svizzera, Regno Unito e Nigeria

## Passo dopo passo

### 1. Passa a Spark in Gemini

Apri l’app Gemini sul web, su Android, iOS o macOS e passa a Spark. Se non compare, verifica il tuo piano e il tuo paese nella pagina sulla disponibilità di Google.

### 2. Limita l’accesso alle app Google

Controlla l’accesso a Gmail, Calendar, Drive, Docs, Chrome e Photos. Rimuovi le app che non servono per le prime attività.

### 3. Programma un’attività ricorrente

Chiedi qualcosa che si ripeta, come un riepilogo del lunedì delle email ancora in attesa di risposta. Spark salva l’attività e la esegue secondo la programmazione.

### 4. Imposta un’attivazione basata su un evento

Di’ a Spark di intervenire quando succede qualcosa, per esempio quando arriva un’email da un cliente, cambia un evento nel calendario o qualcuno condivide un documento con te.

### 5. Supervisiona le prime esecuzioni

Google chiede agli utenti di supervisionare attentamente Spark. Leggi per intero i primi risultati e interrompi qualsiasi attività che prenda una direzione sbagliata.

## Cosa fare subito dopo la configurazione

- Mantieni breve l’elenco delle attività: Spark può eseguirne fino a 15 contemporaneamente, ma è meglio averne poche e ben definite.
- Formula le richieste ricorrenti esattamente come vuoi che vengano svolte, perché col tempo le attività ripetute si trasformano in competenze.
- Se usi un account aziendale, chiedi al tuo amministratore Workspace: può limitare Spark.

## Errori comuni

- Concedere fin da subito l’accesso a tutte le app Google.
- Eseguire molte attività vaghe in parallelo invece di poche e precise.
- Lasciare senza controllo i primi risultati, nonostante Google raccomandi una supervisione attenta.
